Ideazione e Realizzazione a cura di
Alessandro Cristiano Baretta
via Adige 3, 35022 Anguillara Veneta (PD)
Ormai svegliarci presto, disfare e fare le valigie è una nota che caratterizza il nostro stare assieme. Anche questa mattina sveglia alle 6.30 per rimettere apposto i nostri zaini. E’ l’ultima volta che vivremo insieme l’esperienza di non fissa dimora. Colazione e partenza verso Castel Gandolfo all’incontro col Santo Padre. La lunga attesa in fila, alle porte del cortile dove il Santo Padre avrebbe pregato l’Angelus, è stata abbondantemente ricompensata dall’emozione di esserci. Silenzio e preghiera: ciò che avevamo vissuto durante la settimana lungo il sentiero dei boschi, in quel momento si è fatto realtà palpabile nei sorrisi, nelle lacrime di commozione , in tanti propositi che sembravano prendere concretezza a ogni parola che Benedetto XVI pronunciava. E poi nel momento in cui dalle labbra di Benedetto XVI sono uscite le parole "Saluto i pellegrini del vicariato di Agna" ci siamo sentiti avvolti da un caloroso abbraccio, l’abbraccio della chiesa che ama, soffre, spera e accompagna ogni uomo personalmente all’incontro con Dio. Grazie o Padre per questa forte esperienza di fede.
Alcuni pensieri sul campo:
Per la prima volta , nel mio continuo cercare una guida, mi sono in realtà sentito guida e portatore di un messaggio. Dai paesini dispersi dove abbiamo celebrato l’eucaristia con la gente dle posto, alle preghiea dei vespri recitata nella meravigliosa piazza s.Pietro coinvolgendo passanti e turisti. Il pellegrinaggio ci ha arricchito di valori importanti quali la preghiera, la coesione e la fede in Dio, valori che semplicemente col nostro andare, co nostri gesti e i nostri saluti abbiamo potuto trasmettere alle persone incontrate. Ho cercato e portato la speranza. Ringrazio tutti i compagni che hanno vissuto e costruito con me questa avventura indimenticabile.
Portare la croce non vuol sempre dire soffrire e faticare ma anche trovare la forza per ripartire ogni giorno.
Ciò che mi ha dato questo pellegrinaggio è la consapevolezza dell’avere una mia importanza nella chiesa e che sono solo miei la scelta e il modo tramite il quale continuare quest’esperienza di vita al servizio della comunità e di Dio.Un grande grazie a voi che mi avete accompagnato, per tutto quello che mi avete dato.
La fatica del pellegrinaggio aiuta a crescere: nella fede, nella fraternità e nella condivisione, ritrovando il volto e l’azione di Gesù nei compagni e nei piccoli gesti di ogni giorno. Ringrazio il Signore per questa splendida esperienza dove ho potuto scegliere di ripartire con la convinzione che è bello stare con Te libero da ogni paura e pronto a condividere l’amore che continuamente mi doni.
Anche se per me sono stati pochi i giorni trascorsi, nonostante qualche mio lamento durante le camminate, credo che questa esperienza sia stata importante in questa tappa della mia vita e ne ho avuto conferma stamattina all’Angelus… quei pochi minuti con Benedetto XVI davanti a me, mi hanno emozionato e mi hanno fatto capire quanto sia importante avere qualcosa in cui credere, anche se non è sempre facile in certi momenti.
I ragazzi del campo li conoscevo già, chi più chi meno, perche venivano da un cammino comune. E’ stato però interessante, e anche formativo, condividere una intera settimana di fatiche, disagi, ma anche preghiera, condivisione, scherzi. Per raggiungere una destinazione, basta una sola persona che cammina, ma per raggiungere un obbiettivo bisogna "camminare" in compagnia.
Momenti di fatica, Momenti di preghiera, momenti di silenzio, momenti di divertimento, momenti che sono riuscita a vivere appieno allontanando ogni pensiero e dedicandomi al Signore. Un esperienza molto bella e riflessiva.
La difficoltà ti porta fuori dallo spirito del pellegrino, però l’incontro quotidiano con Dio nella preghiera, ti dà la forza per andare avanti anche se alle volte lo zampino del nemico ti rallenta… l’esperienza più bella vissuta è aver condiviso quotidianamente con i compagni di viaggio la preghiera e l’incontro con Dio.. non bisogna lasciare nulla a metà, anche se si sbaglia bisogna avere il coraggio di ripartire dall’inizio..
Camminare con i piedi e camminare con lo spirito, ecco il percorso parallelo seguito in questa settimana. Giornate scandite non dal ritmo dell’orologio ma da quello della preghiera. Seguire la croce per i sentieri di montagna è stato difficile e faticoso così come lo è nella vita, ma grande è la gioia se ci si affida a Lui. Grande è stato l’affiatamento tra di noi e nei momenti di difficoltà ci siamo aiutati l’un l’altro come fratelli. Un’emozione forte dopo tanto cammino è stato raggiungere S.Pietro a piedi e celebrare i vespri nella piazza centro della cristianità. Stupendo l’incontro con Santo Padre..una esperienza forte e da ripetere..
Siamo partiti per questo pellegrinaggio senza sapere bene cosa ci aspettava. Abbiamo sfidato le nostre perplessità e siamo partiti alla ricerca di una nuova esperienza, contenti di condividerla per la prima volta come gruppo giovani. Giorno dopo giorno e passo dopo passo abbiamo sperimentato la gioia dello stare assieme, sostenendoci nei momenti più difficili del nostro cammino, condividendo la quotidianità come avviene in una grande famiglia. La fatica ha messo a dura prova il nostro fisico, ma il desiderio di arrivare alla meta e la soddisfazione di raggiungerla, hanno prevalso sulla stanchezza, grazie anche ai paesaggi che la natura offriva ai nostri occhi. Abbiamo messo a dura prova la nostra pazienza, adattandoci a situazioni scomode, lontane dalle comodità della nostra vita abituale, riscoprendo così l’importanza delle piccole e semplici cose. Durante il cammino abbiamo dedicato parte del tempo al silenzio e alla preghiera per ripercorrere la nostra storie e ricercare una svolta nuova nella nostra vita, alla scoperta del progetto di Dio su ognuno di noi. Ci siamo accorti che ognuno di noi è speciale a modo suo. Da questa esperienza ci portiamo a casa non solo un grande puzzle costituito passo dopo passo con i pezzi che ci siamo donati l’un l’altro, ma anche i mattoni necessari per scoprire e costruire la nostra scelta di vita: Gesù.