Ideazione e Realizzazione a cura di
Alessandro Cristiano Baretta
via Adige 3, 35022 Anguillara Veneta (PD)
Siete turisti o pellegrini?
Sono Roma e le sue attrattive ad interessarci oggi. Abbiamo visitato alcuni luoghi romani importanti e significativi della storia della Chiesa e della città. Ci ha accompagnato sorella Cecilia, della comunità Fraterna Domus, che ci ha spiegato dettagliatamente il significato dei luoghi che visitavamo.
Ma cominciamo con ordine…
Abbiamo iniziato con la visita della Basilica di San Pietro, culla della cristianità. Siamo scesi dall’alto della cupola, al basso (ma solo di posizione) delle tombe dei papi, per finire con l’interno della Basilica stessa. Grande emozione la vista di Roma dall’alto, ma ancora di più la tomba di Giovanni Paolo II. Sorella Cecilia ci ha illustrato egregiamente i significati dei simboli cristiani che si possono trovare all’interno della Basilica, da quelli più tradizionali ad alcuni che nemmeno conoscevamo.
La visita è continuata con i luoghi storici più importanti riguardanti la storia di Roma: dai Fori Romani, al Colosseo, passando per l’altare della Patria. Ci siamo soffermati anche sulla storiografia della città, quindi, ricordandone i momenti principali, dalla fondazione, fino ad oggi.
Il tutto è continuato con altre due importanti chiese romane: San Paolo fuori dalle mura, e San Giovanni Laterano. Interessanti anche qui i simboli presenti sulle sculture, sui mosaici e quant’altro. La visita è quindi terminata con i vespri all’interno di San Giovanni Laterano, in una piccola cappella dedicata proprio a San Francesco, la guida logistica e spirituale del nostro pellegrinaggio.
Dopo aver salutato sorella Cecilia, ci siamo divisi per vedere le ultime meraviglie della città. Chi ha percorso la Scala Santa rigorosamente in ginocchio e poi come ricompensa si è recato in zona Garbatella per vedere la famosa bottega dei Cesaroni (!); e chi ha voluto vedere Piazza di Spagna e la fontana di Trevi (da tutte le angolature!!! I nomi sono importanti!!!)
Purtroppo oggi siamo stati costretti a privarci della presenza della nostra coppia di sposi: Silvia e Alberto. Indisponibili a mettersi in cammino (non precisiamo i dettagli), sono rimasti a casa per un po’ di indisposizione, in modo da recuperare ed essere presenti con tutte le loro forze all’incontro con il Santo Padre. Forza sposi!!!
Non dimentichiamo comunque un altro aspetto importante: oggi è il compleanno di Carlo e lo abbiamo festeggiato degnamente cantando tutta la giornata e soprattutto la sera, durante la cena, ove abbiamo mangiato il dolce in suo onore. Auguri ancora, Carlo!!!
Siamo stanchi! E’ vero, siamo proprio stanchi! E prova ne sono stati i piccoli riposini che siamo riusciti a fare tra uno spostamento e l’altro in metropolitana… Gli occhi che si chiudevano durante il vespro e… i letti già occupati (e sono solo le undici di sabato sera…) Siamo stanchi, ma siamo contenti di aver seguito il cuore che ci ha portati a condividere questa settimana in fraternità. Per domani c’è dell’attesa: la presenza di Benedetto XVI ancora una volta ci provoca a sentirci parte di una Chiesa che cammina, che spera e che ama, di cui noi siamo le pietre vive, contenti di esserlo.
Vi diciamo la verità: ci sarebbero ancora tante cose da dire, ma questa sera non riusciamo a tenere gli occhi aperti e domani ci aspetta un giorno particolarmente impegnativo. Non mancheremo di approfondire ciò che ora non riusciamo neppure a pensare. Gli ultimi superstiti vi augurano una buona notte.
I pellegrini a San Pietro.
Ieri sera dopo una lunga discussione, abbiamo all’unanimità deciso di regalarci mezzora di sonno per recuperare le forze. Sveglia quindi non alle 6.30 ma alle 7.
Per ironia della sorte, la sveglia di Alberto,il pellegrino che sosteneva con forza l’esigenza di un recupero del sonno, ha suonato alle 6.30, come gli altri giorni. Questo non è stato assolutamente un problema, ci siamo alzati con gioia e voglia di camminare. Dopo colazione e fatte le debite pulizie della palestra che ci ha ospitato,siamo partiti a cavallo del nostro furgoncino alla volta della periferia romana da dove abbiamo iniziato gli ultimi dieci chilometri del nostro cammino verso la basilica.
Il nostro percorso verso Roma è stato tranquillo e per alcuni anche molto riposante.(ronf ronf..) Ovviamente, per non tralasciare le nostre tradizioni, abbiamo preso il percorso panoramico e siamo riusciti(non sappiamo come) a visitare l’aereoporto.
Arrivati a destinazione, nella casa dei Legionari di Cristo, siamo stati allietati dal bellissimo inno composto appositamente da alcuni di noi per il nostro arrivo a Roma (no comment, e non chiedeteci di risentirlo di nuovo!!!!).
Ok. Siamo pronti. Tre due uno..
Benvenuti a Roma Roma, tuffati in Roma Roma..oh..oh..oh..oh..oh
Roma Roma benvenuti a Roma oh..oh..oh..oh..oh
Stai cercando un posto per pregare,
Don Daniele te lo fa trovare,
sole, cuore, aria pura, respirare
Tanti amici per pellegrinare..
Benvenuti a Roma Roma, tuffati in Roma Roma..oh..oh..oh..oh..oh
Roma Roma benvenuti a Roma oh..oh..oh..oh..oh
Non restare solo ad aspettare
Il santo padre ti farem incontrare
Vespri fino a notte fonda
Tutti quanti con il don Da.
Ora tu sei pronto per cantare….
Benvenuti…
Dopo esserci sistemati nelle nostre stanze, ci siamo ritrovati nella piccola chiesetta per celebrare le lodi e poi a pranzo.
Il primo pomeriggio è stato proficuo per molti di noi, che hanno approfittato per fare un lauto e sereno riposo. Dopo di ciò, abbiamo celebrato l’eucarestia nella chiesetta. L’atmosfera di questo luogo sacro è suggestiva ed invitante, con la sua forma circolare e i suoi due piani. Sul soffitto disegni composti con piccole travi di legno danno un’immagine interessante della struttura. E la penombra dà un tocco di atmosfera celebrativa. (ma dove saranno mai le luci????)
La parte più emozionante della giornata è stato il nostro cammino verso San Pietro. Percorrendo una decina di chilometri, dietro la guida della croce e con il supporto dei bastoni, abbiamo attraversato Roma sotto gli sguardi dei passanti. Abbiamo notato reazioni di ogni tipo, da chi ci salutava e ci sorrideva, a chi ci guardava con sorpresa o addirittura rideva di noi.
L’arrivo a San Pietro è stato coinvolgente e non si può descrivere facilmente. Cantando l’inno della GMG 2000, Emmanuel, siamo entrati in piazza e ci siamo fermati davanti alla basilica di S.Pietro. Lì abbiamo celebrato i vespri, e con nostra gioia si sono uniti a noi dei passanti romani.
Unica pecca, la Basilica chiusa, ma non disperiamo, domani cominceremo proprio da lì.
Notte…
"Tutto ruota intorno a Trevi."
Oggi abbiamo cominciato la nostra giornata con una scelta: la scelta della Chiesa. Cosa significa essere Chiesa? "La Chiesa prima di tutto è un mistero sgorgato dal cuore di Dio, davanti al quale l’uomo si pone con uno sguardo contemplativo, fatto di stupore e di accoglienza, di umiltà e di affetto, di dedizione appassionata e fedele… In quanto corpo di Cristo, la comunione è l’anima della Chiesa. Il modo di vivere della Chiesa, che corrisponde al carisma dell’AC, è quello della corresponsabilità: con la specificità della vocazione laicale, il cristiano porta nella comunità la sua testimonianza e il suo servizio… L’eucarestia forma il cristiano ad una vita pienamente umana, lo educa all’accoglienza, lo forma al dialogo, lo accompagna al martirio. L’eucarestia educa al servizio, alla missione. Il congedo con cui si chiude la liturgia, è l’invito ad iniziare un’altra celebrazione, quella in cui è impegnato tutta la vita."
Il percorso di oggi prevedeva Trevi-Spoleto, passando per Sant’Arcangelo e Poretta. Sbadatamente, dopo aver percorso pressappoco 1900 passi, corrispondenti circa ad un chilometro e mezzo di dura salita (ringraziamo il contapassi di Irene), ci siamo accorti di avere intrapreso una strada che andava nel senso opposto alla meta desiderata. A quel punto, i nostri esploratori di avanscoperta, dopo uno studio appassionato e particolarizzato delle cartine geografiche, ed aver chiesto una consulenza autoctona ad una gentile signora (che conosceva le strade del suo paese meno di noi), abbiamo iniziato a costruirci un sentiero fra uliveti, rovi, more (bone…) e filo spinato. Impressionante la volontà, la tenacia, il desiderio di arrivare alla meta di tutti noi (a parte quelli che erano già scoraggiati all’inizio del cammino).
Il destino beffardo ed ironico ci ha portato persino vicino ad una graziosa ed invitante piscina, ma noi siamo stati forti e non ci siamo lasciati prendere dalla tentazione di fare di quel luogo la meta definitiva del nostro pellegrinaggio. Il nostro punto di riferimento è stato sempre la visione di Trevi. Prima dietro di noi, poi a destra, poi davanti… l’immagine della città ci ha sempre accompagnato. Fino a quando ci siamo ritrovati proprio là, a mezzogiorno: in pratica per andare da Trevi centro a Trevi centro… abbiamo impiegato circa tre ore e percorso una decina di chilometri. (niente da dire!!!) Stupite le facce di Debora e Paolo, che stavano per partire per raggiungerci e portare il pranzo ai pellegrini, e hanno dovuto fare marcia indietro per tornare dove erano partiti da pochi minuti.
A quel punto la voglia di mollare è stata comune. L’esperienza di questa mattina ci ha ricordato gli errori che commettiamo nella vita, e ci ha aiutato a confrontarci con essi. Nella preghiera di pranzo abbiamo ringraziato il Signore per il cibo, e insieme abbiamo invocato la forza di ricominciare proprio dai nostri errori, di cercare la via corretta e vincere la tentazione di saltare un pezzo di cammino per arrivare lo stesso alla meta. Sicuramente non è stato facile ripercorrere quel pezzo di strada che già per due volte avevamo calpestato in cerca della via senza successo. Ma con lo spirito di chi ricomincia con più attenzione la propria storia, quel tratto di strada ci ha permesso di invocare il sentiero giusto e arrivare con molta soddisfazione alla meta prefissata, senza scorciatoie e senza inganni.
La fortuna ci ha arriso, (o meglio la Provvidenza???) e dopo poco tempo siamo giunti ad una bellissima Chiesa, dove abbiamo celebrato i vespri sotto il portico. Alla fine la camminata si è fermata a Pigge, e da lì con il furgoncino abbiamo raggiunto la palestra che ci sta ospitando, dove abbiamo approfittato per fare una partitella di pallone. Complimenti ai denudati che hanno vinto 4-1 sui tr(e)vestiti…
E ora qui, con molti bicchieri di acqua e tanta compagnia, stiamo pensando a voi, e vi dedichiamo una preghiera e un saluto.
Alberto, con tanta nostalgia, saluta Antonella, Monia e Chiara, le sue tre animatrici preferite che dovevano fargli compagnia al campo… ma che purtroppo sono rimaste a casa.
"Noi abbiamo creduto all’amore"
Bellissima è stata la giornata di oggi.
Abbiamo molti aspetti da sottolineare. Il tema che ha aperto il nostro cammino "la scelta del mondo" ci ha provocati alla responsabilità nella città degli uomini.
"Ci rendiamo conto che siamo responsabili non solo della nostra vita ma anche della vita del creato e della storia umana. Secolarità è stimare il mondo, è cercare di capirlo, di indagarlo, sottomettendolo con intelligenza prima che con le mani; è capire la dinamica delle cose ed entrare in relazione con esse nel rispetto intelligente. E’ questo il senso del lavoro, dello studio e di ogni attività umana.
La competenza manifesta il nostro rispetto per il mondo."
Il cammino si è snodato dall’abbazia di Sassovivo fino al centro di Trevi tra sentieri di montagna e strade sterrate.
Non dimentichiamo la fatica che ci ha accompagnato; anche oggi non è stato facile trovare il sentiero corretto.
Ogni giorno che passa ci accorgiamo della forza che trasmettiamo e che scaturisce dalla Croce che ci guida.
Questa è un po’ scomoda da portare, ma infonde energia nei nostri cuori, e mostra alle persone che incontriamo lo scopo principale del nostro pellegrinaggio: farci incontrare da Dio e dagli uomini.
Un altro motivo di forza è la coesione del nostro gruppo, che ogni giorno assume colori più vivaci, e si esprime nelle piccole cose: dallo zaino di chi porta la frutta o l’acqua per tutti alla mano di qualcun altro che ci sostiene nei momenti difficili del percorso.
Ma vogliamo sottolineare la grande avventura che abbiamo vissuto oggi, in un piccolo paese di quindici anime, di nome Roviglieto. Già dall’inizio siamo stati accolti con generosità, sotto l’ombra confortante di un leccio di proprietà di un gentile uomo. Ad uno ad uno, quasi tutti gli abitanti si sono seduti con noi e hanno condiviso prima i nostri discorsi e poi l’Eucarestia.
Il tutto si è concluso con un sincero momento di fraternità prima della nostra partenza, quando oltre ad averci aperto la casa per le nostre necessità, hanno portato in piazza dolci e bevande per festeggiare un incontro e auspicare un futuro ritorno.
Li ricordiamo con affetto e riconoscenza, e vogliamo pregare per loro, soprattutto per alcuni giovani che stanno vivendo momenti difficili.
L’arrivo a Trevi è stato dolce e confortante. Questa notte siamo in comodi letti.
In questi giorni vogliamo leggere anche questa comodità come una carezza che il Signore ci fa per sostenerci in questo cammino.
Un saluto caloroso a tutti e una preghiera per le nostre comunità,gli abitanti di Roviglieto e a quanti ci stanno chiedendo e ci hanno chiesto un ricordo.
E fu sera e non mattina, terzo giorno.
La logistica è stata splendida, complimenti a Devis, Ermanno.
Benvenute a Michela e Valentina che avendoci raggiunte nel pomeriggio hanno trovato modo di aiutare in cucina. Grazie per la loro disponibilità.
Il nostro cammino sui sentieri montuosi di Assisi corre di pari passo con il cammino dell’anima che insieme stiamo cercando di percorrere. Se il tema di ieri è stata la "scelta della fede" e l’introduzione alla vita spirituale, alla preghiera, all’incontro con la parola di Dio e al discernimento nel silenzio, oggi la proposta è stata "la scelta di vita". Il tema della fraternità come cura attenta e sensibile alle relazioni tra le persone, legami positivi e solidali, la presa di posizione e la responsabilità sono state le perle che ci sono state donate.
Le nostre giornate sono scandite oltre che dal cadenzare faticoso del passo anche dal canto dell’anima; la preghiera delle lodi ci introduce al nuovo giorno che ci viene regalato, l’Eucarestia come pane vivo diventa alimento della nostra giornata, la preghiera del rosario scandisce il nostro andare.
La camminata di oggi è stata veramente faticosa, con salite e discese ripide al punto giusto. Già dall’inizio il sole ha fatto sentire la sua calda presenza, mentre il terreno accidentato ci dava alquanto da faticare. Per fortuna oggi non abbiamo ricevuto visite di animali o altro. Da sottolineare che i percorsi qui sono segnati molto male, tanto che al mattino parte del tempo l’abbiamo impiegata per capire il giusto sentiero (in realtà abbiamo fatto molti giri panoramici…)
Giunti a Belfiore, con destinazione Pale per il pranzo, uno, anzi due, simpatici autoctoni, ci hanno consigliato la strada migliore per raggiungere la nostra meta (ovviamente ognuno indicando una strada diversa…)
La strada che abbiamo scelto ci ha portato in un sentiero impervio, ma ricco di bellezze naturali, tra le quali una freschissima cascata e una angusta grotta, ma alla fine siamo arrivati a destinazione, dove il gentile furgoncino ci ha portato il nostro cibo.
Bella l’ospitalità che abbiamo ricevuto come pellegrini: una signora non solo ci ha dato la possibilità di adoperare la sua cucina per il caffè ma ha aperto la sua casa per ogni nostro bisogno.
Dopo il pranzo, il riposo, e la celebrazione dell’Eucarestia, siamo ripartiti, sempre più attivi e coraggiosi, fino a raggiungere una seconda salita ripidissima (non esageriamo se diciamo un 45%!!!!!)
Alla fine, abbiamo trovato la discesa, e siamo arrivati ad una abbazia, dove un piccolo fratello della comunità religiosa di Charles de Focault ci ha accompagnati nella conoscenza del luogo, del loro fondatore e del loro stile di vita.
Nell’abbazia dell’dodicesimo secolo abbiamo cantato il vespro ricordando non solo le persone care ma anche le nostre comunità che sappiamo esserci vicine in questa esperienza.
Stiamo vivendo un momento forte di chiesa viva.
Alla fine il furgone ci ha portati qui a Sassovivo all’oasi di S. Francesco.
Durante la cena sono emerse domande importanti sulla vita e sulla morte, sul paradiso e sull’inferno; insieme abbiamo cercato di dare delle risposte per poter penetrare un pò di più su questi grandi misteri che ci riguardano.
Per la prima volta abbiamo trovato comodi letti, anche se da veri pellegrini non ne sentivamo la mancanza…
Buona notte, noi ora guardiamo le stelle…
Un saluto a tutti.
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